Nel Battistero, ai lati della porta del Paradiso, due scale a chiocciola salgono fino a un corridoio del sottotetto dal quale, in origine, si arrivava a un abbaino che fu demolito alcuni secoli fa.
Fare due scale per arrivare a un abbaino è stata una scelta per la quale l’architetto deve avere avuto un motivo molto valido, dato che comportava un aumento del lavoro e delle spese. Certamente non erano scale destinate all’uso di qualche visitatore occasionale ma ad un flusso consistente di persone, quale poteva essere quello degli operai che nel cantiere si muovevano di continuo per svolgere i loro compiti nelle più varie situazioni. Anche le scalette dei ponteggi potevano servire a questo scopo, però erano esposte alle intemperie e non permettevano spostamenti agevoli, mentre le scale al chiuso erano utilizzabili bene e in ogni occasione. Però qui si potevano realizzare solo delle scale piuttosto strette, solo 60 cm, per cui l’incrociarsi di persone avrebbe creato impedimenti e rallentato i lavori; ma ecco che l’architetto risolse questo problema facendone appunto due, una per salire e una per scendere.
Ma, oltre a creare percorsi fluidi, l’architetto li volle anche sicuri: per questo coprì le scale, per tutto il loro sviluppo dalla base fino in sommità, con soffitti solidissimi, fatti di lastre di pietra murate con cura, in modo da proteggere chi passava dalle scale dall’eventuale caduta di qualcosa dall’alto e permettere così ad altri operai di lavorare al di sopra senza causare problemi. Dato poi che le scale avevano poca illuminazione, e sulle pareti non sono rimaste tracce dell’uso di torce, per evitare inciampi si curò molto la regolarità dei gradini, come si vede bene guardando come sono fatti e come sono risolti gli incroci con altri percorsi.
Tutto indica insomma un progetto accuratissimo e una notevole organizzazione del cantiere: uno scenario operativo ben lontano dalle pratiche medievali e che conferma che, come raccontano le cronache fiorentine, il cosiddetto ‘Tempio di Marte’, che per noi oggi è il Battistero di San Giovanni, fu costruito dai migliori costruttori dell’impero romano.
Per finire, un accenno alla poca attenzione dedicata oggi da alcuni studiosi alle attività del cantiere, una mancanza che ha portato a conclusioni imbarazzanti. Quando ad esempio sono state scoperte tracce di porte che si aprivano sull’esterno, e che poi erano state richiuse e coperte dai rivestimenti, è stato ipotizzato che facessero capo a loggiati, inconcepibili nel perfetto disegno delle facciate, o addirittura a percorsi soprelevati che avrebbero collegato il Battistero al vescovado, immaginando che servissero a garantire la sicurezza del clero, soggetto a possibili violenze popolari se fosse sceso a terra; ignorando il fatto che in tutti i cantieri di tutti i tempi si fanno nel corso dei lavori passaggi temporanei tra i ponteggi esterni e quelli interni per evidenti scopi di praticità.

Schemi delle scale: 1) Porta del Paradiso; 2 e 3) accessi alle scale; 4) corridoio sottotetto; 5) rampa di accesso all’abbaino originario; 6) uscita sul tetto originaria (elaborazione su disegno di Prisca Giovannini).

Piante delle scale al piano terreno (1), al matroneo (2) e al sottotetto (3).